Fondazione Europea Ricerca Biomedica

Centro Eccellenza Gazzaniga Alzheimer

Offerta riabilitativa per i pazienti affetti da malattia di Alzheimer

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Presso il Centro Eccellenza Alzheimer dell’Ospedale Briolini di Gazzaniga (BG) possono essere ricoverate persone interessate da decadimento della memoria e delle funzioni superiori del cervello (riconducibili alla malattia di Alzheimer ma anche ad altre forme di demenza), nella fase in cui presentano comportamenti disturbati come agitazione, irritabilità e aggressività, che mettono a dura prova le capacità delle famiglie di assisterli.


L’obiettivo del ricovero è ottenere, attraverso un approccio specialistico riabilitativo dedicato, il ripristino di una situazione di equilibrio cognitivo, comportamentale e funzionale che consenta il ritorno del paziente al proprio domicilio.

La struttura offre un ricovero temporaneo: la sua durata massima è di sessanta giorni ed è a carico del Sistema Sanitario Regionale. La durata media è di trenta/quaranta giorni, a seconda dei risultati ottenuti.

Durante la permanenza nel Centro, oltre a una rivalutazione globale delle terapie farmacologiche assunte, vengono effettuati anche interventi educativi e riabilitativi: fisioterapia, terapia occupazionale, terapie comportamentali e non farmacologiche (Doll Therapy, terapia del treno, terapie mediate dagli animali). Questo permette un miglior controllo dei disturbi comportamentali e agevola il rientro a casa, che generalmente è da preferirsi per la qualità di vita del paziente.
Il ricovero presso il Centro si pone come opportunità per le persone che, pur trovandosi in una fase di “scompenso comportamentale”, non sono ancora idonee per il ricovero definitivo in RSA.

Il Centro si ispira al “Person-Centred-Approach” (PCC), un metodo centrato sulla persona messo a punto da Tom Kitwood presso l’Università di Bradford (UK). Il suo obiettivo è “riconsiderare la demenza”, mettendo in discussione il paradigma “tecnico-organicista” a favore di una visione più personalistica e di un approccio bio-psico-sociale.

Kitwood, senza negare l'importanza della ricerca medica e delle cure sanitarie, sostiene che esse sono solo una parte di quanto possiamo fare per le persone affette da demenza: ponendo eccessiva fiducia in queste risposte parziali, si corre il rischio di lasciarsi sopraffare dal problema, venendo travolti dallo sconforto e dalla paura di non farcela.

Uno degli aspetti più affascinanti del pensiero di Kitwood è l'importanza delle relazioni interpersonali. Secondo i principi della PCC i cosiddetti “disturbi comportamentali” (BPSD, Behavioral and Psycological Symptoms of Dementia) non vanno interpretati come meri sintomi della patologia, bensì come modalità con cui il paziente con deficit cognitivo, incapace di comprendere appieno l’ambiente che lo circonda e di esprimere il suo disagio, reagisce agli stimoli ambientali.

Questa consapevolezza apre la strada a un approccio fondato sulla comprensione del significato dei disturbi comportamentali, instaurando relazioni significative con il paziente, indipendentemente dall'entità del suo deficit cognitivo.

Gli studi di Kitwood e del suo gruppo hanno portato all’elaborazione della “Dementia Care Mapping” (DCM). Si tratta di una vera e propria “mappatura della cura della demenza” che rappresenta uno strumento rigoroso e standardizzato di osservazione del comportamento dei soggetti con demenza e delle cure a cui vengono sottoposti. Inoltre, permette di sviluppare la pratica della cura centrata sulla persona.

L’approccio fornisce dati oggettivi sulla qualità di vita sperimentata dalle persone con demenza residenti in uno specifico contesto. Le informazioni ricavate permettono di porre una lente di ingrandimento sui partecipanti alla mappatura, evidenziandone bisogni e caratteristiche per programmare l’assistenza in modo più mirato e puntuale.

Il processo prevede un’attenta preparazione dell’equipe di cura, la pianificazione delle attività in base ai dati emersi e la continua verifica dei risultati. Questo si traduce in un processo di miglioramento continuo, contraddistinto da un’ispirazione fortemente umanistica.

Nel corso degli anni diversi operatori del Centro hanno seguito i corsi di abilitazione al DDC, metodo costantemente utilizzato nel reparto come strumento di formazione continua del personale di cura. Pertanto, vengono esegue periodicamente “mappature” dell’assistenza, i cui risultati sono restituiti agli operatori per assicurare un feedback di immediata utilità pratica.

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L’ambulatorio CDCD del Centro effettua una presa in carico globale delle persone affette da decadimento cognitivo e delle loro famiglie, fin dalle prime fasi della patologia.
All’interno dell’ambulatorio operano medici specialisti in neurologia e geriatria, oltre a psicologi esperti in valutazioni neuropsicologiche.


L'ambulatorio fornisce al paziente inviato dal Medico di Assistenza Primaria un inquadramento diagnostico il più possibile completo, un programma di terapia (farmacologica e non) e la possibilità di un controllo a lungo termine (follow up), con interventi mirati alle diverse necessità per tutto il decorso della malattia.

La diagnosi è effettuata attraverso l’esame clinico, la valutazione neuropsicologica e, in casi selezionati, il prelievo liquorale per la ricerca dei marker dell’Alzheimer (proteina tau e fosfotau, peptide Abeta 1-42).

Anche le indagini neuroradiologiche e di medicina nucleare più complesse (PET-FDG e PET con tracciante per l’amiloide) sono eseguite in via ambulatoriale su prescrizione degli specialisti in strutture che collaborano con il Centro.

L’accesso all’ambulatorio si effettua con prescrizione del medico di medicina generale (visita neurologica presso ambulatorio decadimento cognitivo) telefonando al numero 035.3065215.

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Su richiesta del Medico di Assistenza Primaria o dello specialista, l'ambulatorio di neuropsicologia effettua una valutazione accurata delle condizioni cognitive in tutte le forme di declino conclamato o sospetto.


Particolare attenzione è dedicata allo studio dei disturbi di memoria isolati (MCI), che possono essere il primo indizio di Alzheimer e richiedono l’impiego di test specifici. L’ambulatorio segue questi casi nel tempo con controlli a cadenza semestrale o secondo indicazione del medico dell’ambulatorio UVA.

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Da gennaio 2019, presso il Centro è attiva una Macro Attività Ambulatoriale Complessa (MAC) che eroga prestazioni riabilitative consistenti in attività di stimolazione cognitiva e terapia occupazionale.


La frequenza ai MAC è bisettimanale e ha una durata complessiva di quattordici sedute per ciascun paziente.

Durante il percorso riabilitativo viene applicato il protocollo di stimolazione cognitiva CST (Cognitive Stimulation Therapy), uno dei pochi interventi per persone con demenza lieve-moderata validati da evidenze scientifiche di efficacia.
L’accesso alle attività MAC avviene attraverso una visita di valutazione ambulatoriale preliminare a cura dei medici del Centro.
Per informazioni è possibile contattare la caposala ai numeri dedicati

Nell'ottica di presa in carico globale della persona, il Centro Alzheimer di Gazzaniga è impegnato in molti progetti che coinvolgono il paziente ma anche la sua famiglia e la comunità di riferimento.

La consapevolezza che il benessere della persona affetta da demenza non può prescindere da quello dei suoi familiari, ci ha spinto negli anni ad organizzare gruppi di ascolto e supporto per i parenti delle persone in degenza presso il centro o a carico del CDCD.
Gli incontri, a frequenza settimanale, hanno accesso libero e sono condotti dai nostri psicologici.

Poiché la vita del paziente non può e non deve svolgersi all’interno delle strutture sanitarie ma deve essere condotta il più possibile nelle comunità da cui provengono, il Centro partecipa attivamente allo sviluppo delle “Comunità solidali” con le persone affette da demenza, collaborando e sostenendo le iniziative delle amministrazioni pubbliche di due comuni limitrofi (Albino e Scanzorosciate) nell’ambito del progetto “Dementia Friendly Community” sostenuto dalla Federazione Alzheimer Italia.

La ricerca FERB nell’ambito della malattia di Alzheimer

La ricerca FERB per la malattia di Alzheimer segue due filoni:

1 Uno studio europeo sulla validazione del modello assistenziale denominato “RECage”, coordinato e condotto presso il Centro di Gazzaniga e finanziato dalla Commissione Europea (bandi di ricerca Horizon 2020).
Il progetto prevede nella prima fase uno studio clinico osservazionale di due coorti di 250 pazienti ciascuna, composte da persone con demenza e disturbi del comportamento; una è seguita da sei centri clinici dotati esclusivamente di servizi ambulatoriali, l’altra da cinque centri che dispongono di un’Unità di Cura Speciale per i disturbi comportamentali delle demenze (UCS-CD). Successivamente, il progetto prevede una conferenza di consenso che formulerà linee guida in questo settore.

2 Due studi sulla riabilitazione cognitiva associata a stimolazione magnetica transcranica ripetitiva rivolti ai pazienti nelle fasi iniziali della patologia, e in particolare nel cosiddetto “Minimal Cognitive Impairment”.
I risultati preliminari sembrano indicare che la stimolazione magnetica potenzia l’effetto già noto della riabilitazione cognitiva e fanno sperare che la metodica possa essere introdotta presto nella pratica clinica corrente.

Info ricovero

La classificazione del centro come Unità di Riabilitazione Specialistica caratterizza la composizione dell’equipe di cura, formata da medici specialisti in geriatria e neurologia, psicologi, educatori, terapisti occupazionali, fisioterapisti, infermieri ed operatori socio-sanitari.

All’ingresso nel reparto, per ogni persona ricoverata viene redatto un Progetto Riabilitativo Individualizzato i cui cardini sono rappresentati da:

  • Stabilizzazione dello stato di salute (rivalutazione clinica complessiva/ricerca di eventuali cause scatenanti una condizione di Delirium)
  • Rivalutazione/modifica della terapia farmacologica in uso con l’obiettivo di ridurre il più possibile l’utilizzo di terapie sedative/neurolettiche
  • Stimolazione cognitiva
  • Riattivazione/mantenimento delle abilità funzionali
  • Utilizzo di diverse Terapie non farmacologiche (terapia della bambola, stanza multisensoriale, treno terapeutico, musicoterapia ambientale/individuale, attività ricreative individuali e di gruppo, terapie mediate dall’animale)

Poiché il ricovero presso il Centro ha una valenza prettamente riabilitativa, non è indicato per le persone che si trovano in una fase avanzata della patologia (sia dal punto di vista cognitivo, sia dal punto di vista funzionale), perché questa condizione precluderebbe la partecipazione attiva al Progetto/Programma Riabilitativo. Pertanto, per stabilire l’idoneità al ricovero viene effettuata una valutazione preliminare.

Il ricovero presso il Centro si pone come opportunità per le persone che, pur trovandosi in una fase di “scompenso comportamentale”, non sono ancora idonee per il ricovero definitivo in RSA.

Equipe

Scopri il nostro team

Direttore Sanitario: Dott. Defanti Carlo Alberto

Primario: Dott.ssa Fascendini Sara

Medici di reparto: Dott.ssa Ardemagni Deborah, Dott.ssa Barocco Federica, Dott. Grandi Roberto, Dott.ssa Licini Cristina, Dott.ssa Tomasoni Angela

Coordinatore infermieristico: Sig.ra Sangiovanni Cosetta

Consulente: Dott. Bellini Luigi

Contatti

Centro Eccellenza Alzheimer di Gazzaniga

Ospedale Briolini, via A. Manzoni, 130, 24025 Gazzaniga (BG)

Come raggiungerci

Dall’autostrada A4 Milano-Venezia: uscita Bergamo – SS 671 Valle Seriana direzione Clusone: uscita Gazzaniga

Stazione di Bergamo - poi autobus per Valle Seriana - fermata Gazzaniga.

Da Bergamo: autobus di linea della società S.A.B. dalla stazione delle autolinee.

Tram delle valli

Da Bergamo: prendere la linea TEB (trenino delle valli) in direzione Albino. Alla stazione di Albino attendere uno dei seguenti autobus: Gazzaniga, Ponte Nossa, Clusone-Bratto. Scendere alla fermata Gazzaniga (presso la Stazione).

CUP - Centro unico di prenotazione
(per prestazioni ambulatoriali)

035 3065215 - 035 3065206
lunedì / venerdì 9.00 - 12.30 e 13.30 - 17.00

Degenze primo piano 035 3065319

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